Introduzione agli indiani d’America
La vita degli Indiani d’America fu segnata pesantemente da ciò che l’uomo bianco introdusse sul continente americano. Lo stesso avvento delle armi da fuoco merita una riflessione importante visto che fu la causa del vero e proprio squilibrio che si venne a creare durante le sanguinose guerre in cui perirono centinaia di guerrieri pellerossa.
Tra l’altro l’arrivo degli europei interessò primariamente la parte est del continente e ciò portò dei vantaggi a tutte le tribù che vivevano in quei luoghi. Fu così che gli stessi Chippewa, al pari dei Creek, si avvantaggiarono di questa situazione. Una tribù, quella dei Chippewa, anch’essa tremendamente sfortunata visto che il loro destino fu quello di rimanere schiacciati tra gli assalti degli Iroqui, da una parte, e dei Sioux dall’altra. I Chippewa riuscirono però, grazie alle armi, a respingere i loro nemici; gli Iroqui erano conosciuti come le vere vipere mentre i Sioux erano noti come le vipere da meno (o probabilmente minori).
E’ interessante a questo proposito segnalare il fatto che il vocabolo indiano per vipere da meno era Nadoweisiw, una parola che venne travisata dai francesi del momento e trasformata in Sioux. Purtroppo il significato di quest’ultima era tutt’altro che piacevole visto che la sua traduzione era Nemico.
Parlare dei Sioux e non menzionare Nuvola Rossa (Red Cloud) sarebbe impensabile. In altre parti di Storia del West parliamo in modo esteso di questo capo Sioux ma qui cogliamo l’occasione per spendere qualche parola ulteriore su di lui e su altri personaggi a lui legati.
A quanto si legge il grande capo indiano era una persona dagli atteggiamenti tranquilli, un tipo abituato ad intervenire solo su richiesta. La storia ci insegna però che anche Nuvola Rossa, quando fu guerriero, riuscì ad essere particolarmente violento e temuto dal popolo bianco per le vendette e gli attacchi che sferrava, in condizioni di guerriglia. Un altro personaggio famoso dei Sioux fu Orso Maschio, oggi ricordato dalla sua gente come un vero e proprio tiranno capace solo di urlare e intimidire gli interlocutori con un coltello agitato al vento. L’influenza di Orso Maschio fu talmente grande che già dai primi anni del 1820 coloro che muovevano al suo seguito erano noti anche come la gente dell’Orso.
Anche Orso Maschio morì a causa del whisky quando si trovò a sedare una discussione tra indiani ubriachi nata in occasione di una visita presso la gente di Vecchio Fumo. Era il 1841. Come siano andate effettivamente le cose, in questo frangente, non è stato ancora chiarito anche perché l’opinione dello stesso Nuvola Rossa non sembra appoggiare l’atteggiamento con cui si pose Orso Maschio. Sta di fatto che il whisky occupò una parte importante di tutta la storia tra indiani d’america e bianchi.
Le relazioni che intercorrevano tra indiani e bianchi erano limitate allo scambio di merci, una pratica che divenne presto sempre più intensa e il whisky fu un elemento molte volte determinante. Gli indiani non resistevano molto alla tentazione dell’alcool e molti di loro erano dei veri e propri alcolizzati. Lo stesso padre di Nuvola Rossa morì per questo motivo e ciò probabilmente fu una delle ragioni che instillò nel grande capo Sioux un vero odio nei confronti di questa bevanda. Nuvola rossa infatti si batté assiduamente nella sua vita per allontanare il pericolo dell’alcool dalla sua gente.
A prescindere da queste considerazioni legate alle singole tribù è bene volgere l’attenzione a ciò che sono e che hanno rappresentato i nativi per l’intero continente Nord Americano. Come anticipato questi popoli vivevano organizzati fondamentalmente in tribù e la loro principale occupazione era la caccia, in particolare quella del buffalo. Facciamo subito presente che molto spesso, ed erroneamente, questo animale viene chiamato, in italiano, bufalo. Ciò è assolutamente errato in quanto il buffalo americano è il bisonte, un animale che ha rappresentato la principale risorsa per il popolo indiano delle grandi pianure.
La caccia del bisonte divenne una pratica ancora più raffinata quando i nativi vennero in contatto con il cavallo. Quest’altro quadrupede, come già anticipato, fu cruciale per lo sviluppo del West e per la vita di bianchi e indiani. Il cavallo è un animale originario proprio del continente americano ma in tempi preistorici sparì da queste terre per svilupparsi nel Vecchio Continente. Quando però gli Spagnoli lo riportarono nella terra d’origine il suo sviluppo fu veloce e in breve tempo divenne universalmente adottato dagli americani, sia che essi fossero dell’Est (East) che dell’Ovest (West).
Il bisonte veniva quindi cacciato periodicamente dagli indiani; gli animali uccisi venivano utilizzati praticamente nella loro completezza. La pelle veniva conciata e serviva per realizzare numerosi accessori utilizzati nella vita di tutti i giorni: serviva per creare il rivestimento della tenda (meglio nota con il nome di Tepee), per costruire scarpe, borse e quant’altro. Le ossa venivano utilizzate per la costruzione di attrezzi mentre la carne veniva consumata quasi immediatamente. Era usanza che la lingua e il fegato fossero mangiati, subito, da colui che aveva catturato la bestia.
La caccia al bisonte divenne quindi una pratica consolidata presso le tribù indiane e il cavallo non fece che rafforzare questa pratica. L’importanza che assunse il cavallo fu incredibile e soprattutto tra la gente delle tribù di nativi il cavallo divenne anche uno strumento per dimostrare orgoglio e coraggio. La razzia di cavalli, o più semplicemente il furto di un cavallo, era considerato un modo per dimostrare le proprie virtù. Non è un caso se infatti, in una delle sequenze del bellissimo colossal Balla coi lupi (Dances with Wolfes) tre ragazzi di una tribù tentano, all’insaputa dei propri genitori, di mettere a segno un furto di alcuni cavalli ai danni dell’esercito americano.
Tornando al problema della caccia è corretto ricordare, a favore degli indiani, un aspetto di primaria importanza: quando i pellerossa cacciavano il bisonte lo facevano seguendo delle regole molto precise. Prima di tutto si concentravano sui capi più anziani o, più in generale, su quelli che non avrebbero potuto dare un grosso contributo alla riproduzione della specie. In altre parole cercavano di conservare quello che può essere considerato un equilibrio naturale.
La caccia era inoltre un rituale dove i guerrieri, i più impavidi in particolare, dimostravano la loro capacità. Basti pensare che per cacciare il bisonte venivano utilizzati i cosiddetti cavalli da caccia che avevano una particolare attitudine ad interagire con il cavaliere e con la mandria, oltre che possedere agilità e velocità. Dal canto suo il guerriero cavalcava il proprio compagno a quattro zampe senza ausilio di sella. La loro grande abilità era quella di riuscire a mantenere la cavalcatura con il solo ausilio delle gambe che venivano strette contro i fianchi della best .........
PRESO DA WEB WWW,STORIA DEL WEST.COM